07/02/2010

Dar es Salaam-Mbeya...Malawi!!(di nuovo nella rift valley)

Nkhata bay, Malawi

In pratica e' stato un unico lungo e faticoso viaggio diviso in due giorni, visto che mbeya nemmeno l'ho vista, sono arrivato la sera tardi e sono ripartito per il confine il mattino successivo. Tra l'altro ho dormito in una delle guesthouse piu' squallide delláfrica e sono stato particolarmente contento di andarmene da questa citta'. Inoltre questo era uno dei passaggi piu' "delicati" di questo viaggio, soprattutto se si arriva la sera tardi ( cosa che non ho potuto evitare ), visto che mbeya ha una pessima fama e dopo il tramonto molte zone della citta'( tra le quali quella del bus stand ) sono ad alto rischio di violenze e di rapine.

Molto belli i paesaggi attraversati, pianure, savane, ( abbiamo anche fatto un lungo tratto allínterno di un parco, dove cérano molte giraffe, elefanti, antilopi e gazzelle, penso che solo in kenya e in tanzania puoi farti viaggi in autobus di questo genere... ) e infine le montagne, alcune dalláspetto quasi "alpino". Ad un certo punto attraversiamo unáffascinante foresta di baobab, uno dei miei alberi preferiti, che pero'non sono ancora riuscito a fotografare ( svantaggi del viaggiare con mezzi pubblici ).

Il passaggio di confine e'stato anche stavolta tranquillo, con molti sorrisi e strette di mano negli uffici dellímmigrazione, e i "moneychangers" non erano poi cosi' terribili come mi erano stati descritti. Avevo letto su internet piu'di una volta che ormai in africa nessuno chiede piu'il certificato della vaccinazione per la febbre gialla, alcuni consigliano anche di non farla per niente: infatti arrivo in uno degli stati piu' "easy" delláfrica, che non chiede il visto quasi a nessuno e cosa mi chiedono? Il certificato di vaccinazione della febbre gialla! Lénnesima dimostrazione che su internet si leggono un sacco di boiate e che in africa cio'che vale oggi potrebbe non valere domani, ed e'sempre meglio avere info di prima mano, magari da viaggiatori che sono passati in quella zona qualche giorno prima. Tra láltro mi risulta che se non si ha questo tesserino non basta andare nella prima citta'a farsi vaccinare, ma bisogna aspettare alcuni giorni prima che sia valida.

Il malawi mi ha conquistato subito: láutista delláuto collettiva per karonga ha peter tosh a palla nelláutoradio, tutti quelli che incontro sono gentilissimi e parlano inglese, le donne sono belle e nei menu dei ristoranti c'e' almeno un piatto vegetariano, malgrado anche qui tutti mangino carne o pesce. Come previsto piove ( e' la stagione delle piogge... ), ma la cosa per ora non mi preoccupa minimamente.

Mi fermo a chitimba e raggiungo il campsite, fantastico ( in africa ci sono dei campeggi davvero belli ), dove ci sono moltissime cose di legno intarsiato ( ebano e teak ), che e'un po' la specialita'del posto. Splendido il porta-carta igienica! Anche la spiaggia e'carina, certo non siamo a zanzibar, ma per essere un lago e' piu' che accettabile. Il posto e'molto popolare tra gli "overlanders", che viaggiano in africa in camion e jepponi. Il dormitorio e' una bella capanna di legno e bambu' ed e' molto economico, mentre altre cose sono piuttosto care ( internet addirittura 6 dollari lóra! ). la sera ceno con i proprietari del posto, una coppia di simpatici olandesi che hanno viaggiato per un po'in africa e hanno deciso quindi di trasferirsi qui. Gli dico che conosco molto bene il loro paese, e sono contenti di parlare con qualcuno che dellólanda conosce altre citta'oltre ad amsterdam e altre cose oltre ai tulipani e ai mulini a vento.

Il giorno dopo giro un po' per il piccolo villaggio e provo a vedere se riesco in qualche modo a raggiungere livingstonia, ma quando mi dicono che e' meglio andare a piedi ( 16 chilometri in salita ) perche' " you have to be very lucky to find something", rinuncio senza troppo rammarico, anche se poi un paio di chilometri a piedi me li faccio lo stesso, per godere della bella vista sul lago. Passo quindi una giornata di relax, tra la spiaggia e il campeggio, domani andro' a nkhata bay, dove dovrebbe esserci un po'di piu' movimento. Ho scoperto che questi "overlanders" non sono degli avventurieri ma dei semplici turisti organizzati che viaggiano in grossi camion trasformati in corriere con tende, guide, cuochi e autisti. Seguono le rotte classiche delláfrica del sud: cape town-victoria falls o cape town-nairobi ( e viceversa ) e vengono da tutto il mondo, australia, inghilterra, giappone, germania, corea... Indossano fieri le loro magliette con lítinerario. Non e' il modo di viaggiare che prediligo, ma comunque e' sempre meglio che restare a casa seduti in poltrona a guardare "alle falde del kilimangiaro". Nel campsite ci sono comunque altri due veri viaggiatori che viaggiano in bicicletta.

Ormai sono entrato nella rotta "classica" che porta in sudafrica e la cosa da un lato mi fa piacere perche' e' piu' facile viaggiare sulle strade piu' battute ma dall'altro lato mi da' un po' fastidio perche' quando viaggio sono sempre alla ricerca di vie "alternative", almeno quando e' possibile. Quindi sto studiando un passaggio di confine avventuroso e abbastanza improbabile che dovrebbe portarmi nel nord del mozambico e quindi a ilha de mozambique, sulla costa est (ho scoperto nel frattempo che e' fattibile anche se non semplice).

Qui a chitimba, come a zanzibar, e in altre parti delláfrica centrale, c'e' un cielo stellato incredibile. Le stelle della costellazione della croce del sud splendono luminosissime ad indicarmi la via...

info utili

Per andare a mbeya conviene prendere un bus della scandinavian (30000 tzsh) che ha un suo bus stand nel centro di dar e si puo' raggiungere facilmente con 3/4000 scellini di taxi. Tutti gli altri bus partono dalla stazione di ubungo, a 10 km dalla citta', e la mattina presto un taxi puo' chiederti anche 15/20000 scellini. Cé'volendo anche un treno notturno ma molto lento, 24 ore circa contro le 12/13 del bus.

A mbeya se si arriva tardi conviene fermarsi in una delle gh della stazione, ne ho trovata una per 6000tzsh.

Il bus per confine ( kasumulu border ) e'quello per kyela, costa 4/5000 scellini. Dovrebbe metterci 2 ore ma il mio ce ne ha messe piu'di 4 perche' si e' fermato piu' di una volta ad aspettare fantomatici clienti che non arrivavano. Dal bus stand di kasumulu al confine ci sono un paio di chilometri, e l'unico "taxi" disponibile sono le biciclette di alcuni ragazzini che si scannano per accaparrarsi i clienti ( 1000 scellini ).

Passato il confine cé'subito disponibile unáuto collettiva per karonga ( 400 kwacha )

Da karonga per chitimba ci sono diversi minibus che vanno a mzuzu ( 400 k )

Un letto in dormitorio al chitimba campsite costa 850 k

 

01/02/2010

Pure shores (2)

Stone Town, Zanzibar

Parto dunque presto con un dalla-dalla ( camion/minibus, e stavolta sono di nuovo l'unico mzungu ) per jambiani, che il tipo giapponese con il quale ho fatto il safari nel maasai mara mi aveva consigliato come un posto tranquillo, non troppo turistico e con una magnifica spiaggia. Dopo circa un'ora e mezza il bus abbandona la strada asfaltata ed entra nel villaggio, che in effetti e' talmente tranquillo che sembra abbandonato, una specie di ghost town sul mare. Trovo facilmente la guesthouse, dove il proprietario, gentilissimo, mi ripete piu' volte che posso comportarmi come se fossi a casa mia. Mi dice anche che il posto e' sicuro quindi posso lasciare tranquillamente tutto in stanza mentre sono in giro o a fare il bagno. Mollo quindi bagagli e vestiti e mi fiondo sulla spiaggia, che e' lunghissima ( 15 chilometri circa ) e bianchissima, anche se ci sono molte alghe portate dalla marea che rovinano un po' l'immagine da "cartolina". Sul colore del mare invece c'e' poco da eccepire: e' stupefacente. Domina il turchese, ma ci sono un'infinita' di sfumature tra il blu scuro e il verde chiaro. Sulla linea dell'orizzonte c'e' una striscia verde smeraldo brillante quasi ipnotica. Questo e' un posto dove si puo' davvero stare tutto il giorno in spiaggia solo a guardare questi fantastici colori del mare mutare continuamente. Mi rilasso un po' nell'acqua, che e' caldissima, e in pochi minuti tutto lo stress e la stanchezza accumulata in questi mesi di viaggio se ne vanno come per magia...

Cammino per qualche chilometro sulla spiaggia e incontro pochi turisti, c'e' qualche resort ma sembrano tutti semivuoti. Qualcuno si rilassa sulle amache all'ombra delle palme. Tornando indietro in un locale sento un inconfondibile "ecchecazzo!", a quanto pare questa e' proprio la stagione degli italiani.

Vado a fare la spesa al villaggio, che e' molto bello e c'e' gente simpatica. Tutti ti salutano con il classico "jambo, habari" ( ciao, come va? ). E' strano ma sembra un posto ancora incontaminato dal turismo, anche se mi pare abbastanza evidente che qualche turista e' passato di qui in questi ultimi anni. La sera vado all'esplorazione della spiaggia e scopro che i resort e i bungalows sono parecchi, anche se sono quasi tutti vuoti o sembrano abbandonati. Anche nel villaggio molte case e negozi danno la stessa impressione. La sensazione e' che il posto abbia vissuto un breve boom turistico, seguito dalla costruzione degli hotel, ma che poi i turisti non siano arrivati, o almeno non in gran numero come gli investitori si aspettavano. Ma forse e' solo un periodo di magra o di bassa stagione, chissa". Nei prossimi giorni andro' a dare un'occhiata alla vicina piu' famosa e trendy spiaggia di paje, cosi' potro' avere un'idea piu' chiara della situazione. Ovviamente a me tutto cio' non dispiace affatto, questo e' proprio il posto che cercavo, tranquillo ma non proprio fuori dal mondo.

Anche in un luogo paradisiaco come questo riesco a trovare pero' dei difetti, seppur minimi: oltre alle alghe sulla spiaggia c'e' anche un po' di spazzatura, portata dal mare o (purtroppo) gettata dagli abitanti del villaggio; il livello dell'acqua e' troppo basso, e per farti un bagno decente devi prendere una barca o farti un bel pezzo a piedi tra le alghe e i bastardi ricci di mare ( rettifico: questo vale solo per la bassa marea, nel primo pomeriggio il livello del mare si alza e si possono fare dei bagni vergognosamente soddisfacenti); c'e' molto vento, che inizialmente e' piacevole ma alla lunga puo' risultare fastidioso; le palme sono piuttosto lontane dalla riva ed e' difficile trovare un posto adatto dove sdraiarsi all'ombra. Quindi malgrado il mare sia sicuramente uno dei piu' belli che abbia mai visto e il posto sia magnifico, nella mia personale classifica delle spiagge tropicali restano saldamente al comando quelle che ho visto nel mare dei caraibi del sud, tra le isole sottovento e le antille olandesi, e in particolare quella della laguna di pigeon point nell'isola di tobago, quasi troppo bella per essere vera. Seguono a ruota quelle dell'indonesia e dello sri-lanka.

I giorni scorrono tranquilli qui a jambiani, si passeggia sulla spiaggia, si fa il bagno, si mangiano cocchi e ananas. Qui alla guesthouse sono arrivati 3 simpatici giapponesi, 2 ragazze e un tipo che ha pressapoco la mia eta'. Non so perche' tutti i giapponesi che ho incontrato finora in africa fanno sembrare i miei viaggi delle scampagnate fuori porta: le ragazze sono in viaggio da 9 mesi e stanno facendo il classico round the world trip, mentre il tipo e' in viaggio, quasi ininterrotamente, da 5 anni!

Vado quindi a piedi a dare un'occhiata alla spiaggia di paje, che in effetti e' molto piu' pulita ed e' davvero il posto dove tutti sognano di essere, soprattutto durante i lunghi e freddi inverni del nord italia ( come mi dicono che sia questo, che sono felice di aver evitato ). Non c'e' molta gente nemmeno qui ( ho scoperto che e' bassa stagione ma anche il problema dell'elettricita' sta influenzando molto il flusso turistico ), ma trovo comunque un ristorante con qualche cliente dove mangiare qualcosa e bere finalmente qualcosa di fresco. In effetti le bevande fredde sono l'unica cosa che mi manca in questo posto senza elettricita': in Italia ovviamente sarebbe una cosa improponibile. Il sole e' pesantissimo e , complice il riverbero della spiaggia bianca, ci si puo' scottare anche in pochi minuti ( cosa che mi e' regolarmente successa, ma ora almeno ho un'abbronzatura un minimo uniforme e non le braccia e il viso scurissimi e il resto del corpo bianchissimo ).

I giapponesi mi propongono di unirmi a loro per un gita in barca con snorkelling. Accetto volentieri, ma oggi la marea e' troppo bassa, andremo domani, forse. Il livello del mare qui e' davvero mutevole e al mattino si ritira anche per piu' di un chilometro. Vedo moltissime donne che vanno avanti e indietro con dei pesanti sacchi sulla testa ( non so se l'avevo gia' detto, ma le donne tanzaniane possono portare in equilibrio sulla testa qualunque cosa ) e decido di andare a vedere cosa fanno. Al limite della bassa marea ci sono diverse "piantagioni" di alghe e le donne sono impegnate nel raccolto e in nuove semine. In pratica sono dei filari di pali conficcati nella sabbia dove vengono tese delle corde e legate le alghe.

Arrivo in un'immenso banco di sabbia bianca purissima e osservo il lavoro, piuttosto faticoso, di queste donne che vestono abiti dai colori accesi. E' tutto perfetto: il colore turchese del mare, la sabbia bianchissima, i visi scuri e le fantasie colorate dei vestiti. Ripenso a questi mesi in africa e alle cose stupefacenti che ho visto, dal tempio di abu simbel alle simien mountains, dal deserto del sahara alla savana del maasai mara, dalla rift valley alle isole del lago vittoria, ma questo, almeno per oggi, e' il posto piu' bello in assoluto.

La sera mi insegnano a giocare ad "uno" un gioco di carte spagnolo popolarissimo in giappone. Le ragazze sono carinissime, sembrano uscite dal piu' classico dei cartoni animati giapponesi...

La mattina seguente andiamo quindi al largo a fare snorkelling, i due barcaioli sono simpaticissimi e le ragazze si divertono a pescare pesci colorati. La barriera corralina non e' niente di eccezionale, pochi coralli e pochi pesci, ma la gita e' stata comunque molto piacevole e divertente.

Al ritorno cammino un po' sulla spiaggia e trovo finalmente un buon ristorante con spaghetti e birra gelata. Un grosso gatto nero mi si accuccia vicino, probabilmente sperando in qualche avnzo di pesce. Qui a zanzibar ci sono molti gatti belli in carne, una cosa molto rara in africa, di solito sono tutti scheletrici.

La sera alla guesthouse si studiano tutti gli itinerari possibili per il sudafrica ( nel frattempo e' arrivata un'altra tizia giapponese che e' in viaggio da 6 mesi tra medio oiente e africa ), probabilmente ci incontreremo ancora da qualche parte ( con il tipo quasi sicuro in malawi ).

E' difficile lasciare un posto cosi' bello come jambiani, perfetto pur non essendo la classica spiaggia dei depliant turistici. Per una volta mi pesa davvero rifare lo zaino, ma il mio viaggio deve continuare, e spiagge altrettanto belle mi aspettano in mozambico e in sudafrica.

Torno a stone town con le ragazze giapponesi, che hanno deciso di fare tutto un tiro da zanzibar alle cascate vittoria ( ferry boat+3 giorni di treno: i giapponesi sono pazzi! ) e mi faccio ancora un bel giro della citta'. Indosso la maglietta con la torcia di jah che ho comprato in etiopia e mi faccio un sacco di amici: e' un tripudio di "hey rastaman", "rastafaraaaai", "haile' selassie is great"... In serata in un locale vengo approcciato dall'ennesima puttana, davvero splendida ( anche se le etiopi erano di un'altra categoria... ), ma rifuto gentilmente l'offerta anche stavolta, non sono in africa per questo.

Domani forse le foto!!

Kwaheri!

info utili

A stone town mi sono fermato alla pearl gh, vicino al mercato, di solito chiedono 13000 tzsh a persona ma sono riuscito a contrattare per 10000. Il dalla-dalla per jambiani ( numero 309 ) costa 2000, 1.30 ore. Ho preso il primo che e' partito alle 8. A jambiani mi sono fermato alla malaika gh, 13000 tzsh con cena e colazione comprese. Penso che in questo periodo di bassa stagione si riesca comunque a contrattare un bungalow per una ventina di euro o giu' di li' ( ma non 5 euro come ho letto in un forum... ). A paje da quanto ho capito partono dai 40/50 dollari in su. Per mangiare consiglio il star fish, vicino al blue oyster, ottima cucina anche vegetariana.

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31/01/2010

Pure shores

Stone Town, Zanzibar

"Did we ever meet in zanzibar?

two caucasians at the town bazaar

Are you who you say you are?

...summer days are hot in zanzibar

and the night sky is filled with stars

listen, you can hear guitars...

native people skin as black as tar

wear bright coloured robes in zanzibar

they have never even heard of ska!"

Zanzibar - Hoodoo Gurus

Fino ad un paio di settimane fa non ero ancora sicuro se venire qui a zanzibar o meno, mi sembrava un posto troppo turistico per un "hardcore backpacker" ( anche se non lo sono piu' come qualche anno fa ) come me, ma alla fine l'idea di passare una settimana di relax su di una spiaggia bianca, bevendo succhi di frutta tropicale all'ombra di palme ha prevalso su tutto. Contrariamente a cio' che pensavo zanzibar non e' solo un semplice "protettorato" tanzaniano, ma e' un vero e proprio stato separato, come i nostri san marino e citta' del vaticano. All'arrivo bisogna passare all'ufficio dell'immigrazione e ti timbrano pure il passaporto. Quindi se mai arrivero' in sudafrica ( che mi sembra ancora lontanissimo ma "teoricamente" dista solo due giorni di autobus da dar ) gli stati visitati non saranno 9 come previsto ma 10.

Non avevo intenzione di fermarmi a stone town ma il ferry da dar es salaam e' stato piu' lento del previsto e sono arrivato a pomeriggio inoltrato, troppo tardi per andare a sbattermi a cercare il dalla-dalla giusto per la costa est. Mi affido ad un tout locale che mi porta in una splendida guesthouse vicina al porto in una zona non turistica della citta'. L'edificio e' molto bello, in classico stile "old zanzibar", con stanze grandi, balconi di legno intarsiati, alti soffitti con travi a vista e finestre con vetri colorati. Forse il piu' bell'albergo dove mi sono fermato in questo viaggio. Stone town mi e' piaciuta subito quindi contratto per due notti ad un prezzo vantaggioso e parto alla scoperta della citta', che e' un intricato dedalo di stradine e vicoli che mi ricorda altre citta' che ho visitato in passato, come old lahore o varanasi. Arrivo nella zona "turistica" e provo una strana sensazione a non essere l'unico bianco in mezzo ai neri, ormai mi ci ero quasi abituato. Comunque ci sono meno turisti del previsto, sento diverse persone parlare italiano. La sera c'e' moltissima gente che passeggia sul lungomare e sulle spiagge. Molti si fermano a mangiare spiedini di pesce, frutti mare e patatine fritte nelle varie bancarelle. Ci si rinfresca bevendo succo di canna da zucchero.

La cosa che colpisce di piu' di stone town e' il bizzarro melting-pot culturale, uno strano mix di varie culture africane, arabe medio-orientali, europee e indiane. Ad ogni svolta non sai mai chi puoi incontrare: puo' essere un ragazzo con la maglietta di ronaldo e il cappellino da baseball o una donna con il velo completamente vestita di nero, un bianchissimo turista del nord europa o un minuto indiano del kerala, una donna con elaborate treccine che parla al cellulare o un uomo barbuto in camicione con un rosario in mano. Anche l'architettura della citta' e' molto particolare ed affascinante, ha quel fascino decadente e misterioso proprio di alcune citta' dell'asia.

A zanzibar manca l'elettricita' da novembre e solo pochi hotel, ristoranti e negozi dispongono di generatori, quindi dopo il tramonto c'e' una bellissima atmosfera, le case sono per la maggior parte illuminate dalla morbida luce delle lampade ad olio. Ovviamente girare per stone town dopo il tramonto e' un'esperienza da provare, fa un po' paura ma la citta' e' tranquilla e sicura.

La mattina del giorno seguente parto piuttosto eccitato per la costa est: queste spiagge di zanzibar sono famose per essere una delle meraviglie dell'africa, e non vedo l'ora di farmi un bagno nelle acque smeraldine dell'oceano indiano.

continua...

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